Statuto

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STATUTO DEL CIRCOLO ARCI
CULTURALE E RICREATIVO
QUINTET

Costituzione e scopi

Art. 1

E’ costituito in Ravenna, Via Romea Sud 93/a, un Circolo Culturale, Ricreativo denominato “Circolo Arci Quintet”. Il Circolo è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario e democratico.

Non persegue finalità di lucro.

Art. 2

Il Circolo Arci Quintet aderisce all’ARCI Nuova Associazione, di cui adotta la tessera associativa nazionale quale propria tessera sociale, conservando autonomia programmatica ed amministrativa.

Art. 3

Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative e formative e tutti quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione, di razzismo, di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori di intervento del Circolo Quintet.

Per tali scopi Il Circolo potrà:

  1. avvalersi di prestazioni sia gratuite che retribuite;
  2. raggiungere tutti quegli accordi atti a garantire l’economia e la funzionalità dell’Associazione ed a favorire il suo sviluppo;
  3. dare la propria adesione a quelle associazioni od enti che possono favorire il conseguimento dei fini sociali;
  4. somministrare ai soci alimenti e bevande come momento ricreativo e di socialità;
  5. svolgere qualunque attività connessa ed affine agli scopi stessi;
  6. compiere tutti gli atti necessari e concludere ogni operazione di natura mobiliare, immobiliare e finanziaria, nessuna esclusa.
  7. esercitare in via marginale e senza scopo di lucro attività di natura commerciale per autofinanziamento; in tal caso dovrà osservare le normative amministrative fiscali vigenti;
  8. produrre pubblicazioni anche per informare i propri soci;
  9. gestire da solo o in compartecipazione, anche sale pubbliche munendosi delle previste licenze ed autorizzazioni e regolarizzando la propria posizione dal punto di vista fiscale

Associati

Art. 4

Il numero dei soci è illimitato; al Circolo possono aderire le persone di ambo i sessi, indipendentemente dalla propria appartenenza politica e religiosa, cittadinanza, appartenenza etnica e professione.

Per i minori di 14 anni è richiesto l’assenso dell’esercente la potestà.

Per iscriversi al circolo è necessario presentare domanda, anche verbale, al Consiglio Direttivo dichiarando di attenersi al presente statuto, ai regolamenti interni ed alle deliberazioni degli organi sociali.

Lo status di socio, una volta acquisito, ha carattere permanente e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art.9.

Art. 5

E’ compito del Consiglio Direttivo, ovvero di altro soggetto da esso delegato, esaminare ed esprimersi, entro trenta giorni, in merito alla domanda di ammissione, verificando che gli aspiranti soci siano in possesso dei requisiti previsti. Il diniego deve essere comunicato all’interessato, nulla ricevendo il silenzio vale come assenso.

Nel caso in cui la domanda venga respinta l’interessato potrà presentare ricorso, sul quale si pronuncerà, in via definitiva, l’Assemblea dei soci alla sua prima convocazione ordinaria.
Al momento della domanda l’associato potrà rilasciare autocertificazione attestante il possesso dei requisiti previsti dallo statuto e l’assenza di motivi ostativi all’accoglimento della stessa, assumendone ogni responsabilità. A seguito dell’autocertificazione, salva sempre la decisione del Consiglio Direttivo, all’iscritto potrà essere rilasciata tessera ARCI e lo stesso potrà essere rilasciata tessera ARCI e lo stesso potrò essere ammesso a frequentare il Circolo.

Nell’ipotesi di rigetto della domanda dopo il rilascio della tessera, all’atto della restituzione della tessera associativa verrà rimborsata la quota versata.

Il mancato rinnovo della tessera comporta l’automatica decadenza del socio ed il divieto di frequentare i locali del Circolo.

Art.6

Gli associati hanno diritto a partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni promosse dal Circolo, a riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti il Circolo stesso ed a godere dell’elettorato attivo e, se maggiorenni, anche di quello passivo.

Art. 7

Hanno diritto di frequentare il Circolo:

  • i soci;
  • i soci di altri Circoli ARCI purché in possesso della tessera associativa.

In particolari occasioni il Consiglio Direttivo potrà decidere di consentire l’accesso ai soli soci del Circolo.

I soci ARCI debbono attenersi alle limitazioni stabilite dal Consiglio Direttivo del Circolo.

La frequentazione del Circolo può essere temporaneamente impedita ai soci che arrechino disturbo agli altri o appaiano in condizioni di precaria lucidità.

Art.8

I soci sono tenuti:

  • al pagamento della quota associativa annuale, fissata dal Consiglio Direttivo, per il rinnovo delle tessere;
  • alla osservanza dello statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali, comprese eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote straordinarie.

La quota sociale rappresenta un versamento periodico obbligatorio a sostegno economico del sodalizio e non costituisce, pertanto, titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, né è trasmissibile, come pure non è rivalutabile o rimborsabile, salvo quanto previsto dall’art. 5, quarto comma.

Art.9

La decadenza da Socio può avvenire per:

  • decesso;
  • dimissioni;
  • mancato rinnovo della quota associativa;
  • espulsione o radiazione.

Le dimissioni da socio dovranno essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo con la restituzione della tessera.

Il rinnovo della tessera deve avvenire entro tre mesi dall’inizio dell’anno sociale.

Provvedimenti disciplinari.

Art.10

Ne caso di infrazioni da parte dei soci delle norme sancite dal presente statuto e dai regolamenti interni, di insofferenza alle comuni regole di educazione e del reciproco rispetto, il consiglio Direttivo potrà applicare le seguenti sanzioni:

  1. ammonizione scritta;
  2. sospensione da ogni attività e benefici sociali per un periodo fino a sei mesi;
  3. espulsione o radiazione.

I soci sono espulsi o radiati per i seguenti motivi:

  1. quando non ottemperino alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni prese dagli organi sociali;
  2. quando si rendano morosi nel pagamento delle somme dovute al Circolo;
  3. quando, in qualunque modo, arrechino gravi danni morali o materiali al Circolo;
  4. quando tengano in pubblico una condotta riprovevole o persistano nel recare molestie agli altri soci.

Successivamente il provvedimento del Consiglio Direttivo deve essere ratificato dalla prima assemblea ordinaria che sarà convocata. Nel corso di tale assemblea, alla quale deve essere convocato il socio interessato, si procederà in contraddittorio con l’interessato ad una disamina degli addebiti.

I soci radiati per morosità potranno, dietro domanda, essere riammessi previo pagamento del dovuto.

Tali riammissioni saranno deliberate dal Consiglio Direttivo.

I soci decaduti e quelli radiati non potranno continuare a frequentare i locali del Circolo e partecipare alle sue iniziative.

Il Consiglio Direttivo potrà diffidare coloro che non ottemperassero al divieto di frequentazione. L’inosservanza della diffida comporterà la possibilità per il Consiglio Direttivo di denunciare l’intruso per violazione di domicilio.

I soci radiati potranno ricorrere contro il provvedimento facendo ricorso all’istituto dell’arbitrato come disciplinato nel presente statuto.

Il Circolo dovrà ottemperare alle decisioni dell’arbitro così nominato.

Patrimonio sociale e Rendiconto economico

Art. 11

Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà del Circolo.

I proventi sono costituiti:

    1. dalle quote di iscrizione;
    2. dai contributi associativi;
    3. dai contributi di Enti o privati;
    4. dagli interessi sulle disponibilità depositate presso Istituti di Credito;
    5. da elargizioni, donazioni e lasciti diversi;
    6. proventi derivanti da somministrazioni ai soci di alimenti e bevande.
    7. entrate derivanti da attività commerciali, produttive e di servizio marginali o da iniziative promozionali;
    8. qualsiasi altra entrata che può pervenire al Circolo nello svolgimento delle sue attività.

Art.12

L’esercizio sociale si intende dal 10 gennaio al 31 dicembre di ogni anno; e deve essere presentato un rendiconto economico e finanziario all’assemblea entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Ulteriore deroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.

Art.13

Il residuo attivo del bilancio sarà utilizzato per l’attività sociale e per l’acquisto di nuovi impianti ed attrezzature. Una quota potrà essere destinata a fondo di riserva.

E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto o differito, avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita del circolo a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni di promozione sociale o di organizzazioni non lucrative di utilità sociale aderenti all’Arci Nuova Associazione.

Il Circolo ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

Organi sociali

Art. 14

Sono organi sociali:

    1. l’Assemblea dei soci;
    2. il Consiglio Direttivo;
    3. il Presidente.

Elezioni

Art. 15

Le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali avranno luogo ogni tre anni e saranno tenute di norma a scrutinio segreto.

Possono partecipare alle elezioni soltanto i soci maggiorenni in possesso della tessera sociale ed in regola con il pagamento delle quote sociali.

Ogni associato dispone di un solo voto.

Assemblee

Art. 16

Le assemblee dei soci possono essere ordinarie e straordinarie.

L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è convocata con avviso esposto presso la sede del Circolo per almeno 20 giorni prima della data fissata.

Gli avvisi dovranno specificare l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data, l’orario della prima e della eventuale seconda convocazione, che dovrà avvenire a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione.

Art. 17

L’assemblea ordinaria viene convocata, a cura del Consiglio Direttivo di regola una volta l’anno.

L’assemblea si riunisce inoltre quante volte il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, da almeno un decimo degli associati.

Essa:

  • approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale;
  • approva il rendiconto economico e finanziario annuale;
  • delibera su tutte le questioni attinenti alla gestione sociale.

Negli anni in cui occorre rinnovare le cariche sociali:

  • elegge il Consiglio Direttivo e gli altri eventuali organi sociali.

Art.18

L’assemblea straordinaria, che delibera di norma sulle modifiche da apportare allo statuto e sullo scioglimento del Circolo, è convocata su un ordine del giorno prefissato:

  • tutte le volte che il Consiglio Direttivo lo reputi necessario;
  • allorché ne faccia richiesta motivata almeno 1/10 dei soci.

L’assemblea dovrà essere convocata entro 20 giorni dalla data in cui viene richiesta.

Art.19

In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con la presenza di metà più uno dei soci maggiorenni; in seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti. L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno, salvo che sullo scioglimento dell’Associazione, per il quale occorrerà il voto favorevole dei tre quarti degli associati.

Art.20

Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto.

Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato.

Art.21

Le votazioni avvengono normalmente per alzata di mano, possono avvenire a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta la maggioranza dei presenti.

Le votazioni che riguardano persone avvengono, di norma, a scrutinio segreto.

Per le elezioni delle cariche sociali la votazione avverrà di norma a scrutinio segreto, salvo diversa indicazione da parte dell’assemblea.

Art.22

L’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Circolo; le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su un Libro Verbali a cura del Segretario, che sottoscrive il verbale unitamente al Presidente; il verbale dovrà essere a disposizione dei soci.

Per le elezioni degli organismi direttivi dovranno essere riportati il numero dei votanti, il numero delle schede valide, nulle e bianche.

Consiglio Direttivo

Art.23

Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 5 consiglieri eletti fra i soci che ne hanno diritto.

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili.

Art.24

Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario, e fissa la responsabilità degli altri consiglieri in ordine all’attività svolta dal Circolo per il conseguimento dei propri fini sociali.

Art.25

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare oppure ne faccia richiesta un terzo dei consiglieri.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza della maggioranza dei componenti e il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente ed, in mancanza, dal Vicepresidente o dal membro anziano.

Le sedute del Consiglio Direttivo non sono pubbliche.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo, riportate a cura del Segretario, saranno trascritte sul Libro Verbali e sottoscritte dal Segretario e dal Presidente.

Tutti i soci che ne facciano richiesta hanno diritto di prendere visione dei verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo.

Art.26

I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni.

Il consigliere che ingiustificatamente non si presenta a tre riunioni consecutive decade. Decade comunque il consigliere che senza un serio e giustificato motivo manchi per sei mesi consecutivi ai lavori del Consiglio Direttivo.

Il consigliere decaduto o dimissionario è sostituito, ove esista, dal socio risultato primo dei non eletti.

Le nomine effettuate nel corso del triennio decadono alla scadenza del triennio medesimo.

Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio non procederà a nessuna sostituzione fino alla successiva Assemblea cui spetterà eleggere i sostituti per il reintegro dell’organo fino sua naturale scadenza.

Ove decada la maggioranza del Consiglio si deve provvedere alla elezione di un nuovo Consiglio Direttivo.

Art.27

Il Consiglio Direttivo assume la direzione e l’amministrazione del Circolo ed è investito dei più ampi poteri per l’amministrazione della stessa che non siano espressamente riservati all’Assemblea.

A tal fine deve:

  • redigere i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dall’assemblea dei soci;
  • curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;
  • redigere il rendiconto economico e finanziario annuale;
  • compilare i progetti per l’impiego del residuo dell’esercizio;
  • stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale;
  • formulare il regolamento interno;
  • deliberare circa l’ammissione, la radiazione e l’espulsione dei soci;
  • delegare uno o più dei propri membri ad esaminare le domande di adesione.

Nell’esercizio delle proprie funzioni, il Consiglio Direttivo può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell’attività volontaria di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando indispensabile, specifici rapporti professionali, nei limiti delle previsioni economiche approvate dall’Assemblea.

Presidente

Art.28

Il Presidente ha la rappresentanza legale e la firma sociale e presiede il Consiglio Direttivo e l’assemblea.

Può, in casi di urgenza, assumere provvedimenti di normale competenza del Consiglio Direttivo che dovranno essere sottoposti a ratifica dello stesso entro 10 giorni.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue mansioni spettano al Vicepresidente.

In caso di dimissioni, spetta al Vicepresidente convocare entro 30 giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.

Clausola compromissoria

Art. 29

Qualsiasi controversia in tema di rapporti associativi che insorgesse tra i soci o tra questi e qualsiasi organo del Circolo, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo fra le parti contendenti; in mancanza di accordo entro 30 giorni, la nomina dell’arbitro sarà effettuata dal Presidente del Tribunale di Ravenna

Scioglimento dell’Associazione

Art.30

Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati aventi diritto di voto. In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore, scelto anche fra i non soci, che curi la liquidazione di tutti i beni mobili ed immobili ed estingua le obbligazioni in essere.

L’assemblea, all’atto di scioglimento dell’Associazione, delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui al Decreto del Presidente del Consiglio del 26/09/2000 e al DPCM n. 329 del 21/03/2001, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione.

Tutti i beni residui saranno devoluti ad altre Associazioni che perseguano finalità analoghe oppure a fini di pubblica utilità o di utilità sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

Disposizione finale

Art.31

Per quanto non previsto dal presente Statuto, o dal regolamento interno, decide l’Assemblea, a maggioranza dei soci partecipanti con diritto di voto, a norma del Codice Civile e delle leggi vigenti.